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Tornare a scuola e non avere il proprio banco: al via il progetto delle “Classi senza aule”

http://ischool.startupitalia.eu/38087/education/classi-senza-aule/

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Occupiamoci del registro online, invece…

Dialogo, totalmente immaginario, tra un docente scapigliato e un dirigente che la sa lunga.

Docente:

“Sa preside, avrei pensato di attivare a scuola una piattaforma online…Ce ne sono diverse in giro, google apps, schoolology, edmondo, moodle, wiziq …le chiamano LMS, Learning Management Systems, sono dei software, sa…un insieme di software in realtà… pensati per gestire in modo più innovativo i processi di apprendimento e insegnamento. Una volta implementati a scuola consentono di integrare l’insegnamento frontale, in classe, con quello online, a distanza ma anche in presenza, a scuola. Mettono in comunicazione docente e alunni, gli alunni tra loro e anche i docenti tra di loro, per poter lavorare in forma collaborativa, tutti collegati insomma nello stesso momento, come se si lavorasse allo stesso computer. E si può! Sia essendo presenti nello stesso spazio, anche fisico, in laboratorio di informatica per esempio, ognuno seduto davanti al proprio pc, o in classe, quando avremo i tablet, magari, da poter usare insieme alla lim – a proposito le prossime, se ce ne saranno, potremmo metterle in classe, magari? E ci si può lavorare anche tramite i cellulari, gli aborriti strumenti infernali, basta che sia abbia un iphone o un android o un ipad o un tablet naturalmente e i ragazzi ce l’hanno quasi tutti almeno una di queste cose (si per compare il libro si lamentano già, lo so, ma quanti usano il galaxi giusto per chattare con l’amica?) … gli inglesi lo chiamano BYOD: tradotto sarebbe portatelo da casa il tuo dispositivo, così la scuola risparmia …! Si può studiare insomma sia a distanza, diciamo così, da casa propria per esempio, posto che sia abbia a disposizione un collegamento internet, ovviamente, sia a scuola, o in autobus, al mare .. dovunque siamo e nel momento che riteniamo più opportuno, svincolati dai confini spaziali e temporali della classe e della lezione, pensi un po’…. il famoso apprendimento permanente. Si comincia col lavorare insieme su un pad in classe, tutti sullo stesso file, come un gioco collaborativo, ognuno perfeziona poi a casa (gli odiati compiti a casa…) e posta i suoi lavori sul wiki, sa … uno spazio di lavoro virtuale (wikispaces, pbworks), come fosse una classe, dove poter mettere ciò che si fa, commentarsi, imparare l’uno dagli altri e con altri… Appena pronti partiremmo coi blog, di classe prima e poi individuali per costruire ognuno il proprio portfolio di attività, vedere i risultati, valutarsi .. Rotto il ghiaccio con ogni strumento che la Rete offre di gratuito … e c’è proprio di tutto per fare tutto… (audio, video mappe, diagrammi, giochi, archivi visuali…) allargare gli orizzonti, puntare su, in alto, ai mondi virtuali, immergersi, chessò, in Second life, Opensim, Sloodle, oppure Edmondo, più tranquillamente perché protetti dall’esterno come sulla nostra piattaforma dove ognuno accede con tanto di password e id segreti, confezionato ad hoc dall’Indire per scuole e docenti, dove imparare mentre si cotruisce, si visita, si viaggia, si scripta accedendo all’universo, vitale, della programmazione. Li i ragazzi abbassano veramente la guardia, le resistenze si abbattono anche spersonalizzandosi nel proprio avatar e lasciandosi avvincere dal ludico, già, proprio come nei loro giochi (per noi) demenziali ma, stavolta, al servizio, paradossalmente, pensi un po’, del sapere accademico, sa … porre le basi, problem solving e tutta quella roba lì. Ce ne potremmo avvantaggiare tantissimo da un punto di vista strettamente didattico, pensi alle possibilità innovative: correggere i compiti dei ragazzi online, ognuno, ragazzi e docenti, coi propri ritmi. Potere tenere traccia di tutto, una lezione fatta alla lim, una spiegazione, un esercizio, gli appunti, degli approfondimenti, senza essere più schavizzati da fotocopie e quaderni, non più fogli di carta pasticciati e presto defunti ma dati, file, immagini, link, video, animazioni, mappe… tutto in digitale, organizzabile e riorganizzabile, rielaborabile, migliorabile all’infinito e condivisibile con tutti e fra tutti, studenti, docenti, genitori, altre scuole, altre regioni, altre nazioni… Un appunto fatto bene da qualcuno può servire da esempio a tutti gli altri e lo condivido con un click e magari chiedo a tutti un riflessione sulle mie osseervazioni, un feedback insomma, che tutti possono condividere sempre con un click.. E gli appunti … tenere gli appunti sul pc, condividerli, arricchirli continuamente, imparare a taggarli, sistemarli, migliorarli arricchirli di altre risorse, impaginarli, categorizzarli e ritrovarseli immacolati al liceo, all’università, senza una piega, implementabili all’infinito (si fa per dire, purtroppo…). Pensi a quanta pratica sulle competenze, queste si, non solo conoscenze astratte e imposte col cucchiaio ma competenze vissute sul proprio mouse, non solo disciplinari e non solo digitali (e giusto la Comunità vorrebe che curassimo comunque entrambe) ma educative in ogni senso… learning to learn, imparare ad imparare Per questo forse che ci troviamo agli ultimi gradini. Bravi e meno bravi, ‘scecchi’ o meno, sia gli insegnanti sia gli studenti mi sa che siamo tutti distribuiti piuttosto a random tra scuole e scuole e non siamo sicuramente più cretini, che so, dei finlandesi o dei coreani, che stanno invece ai primi posti. Forse è proprio il sistema che va modificato, le persone poi seguono… Diamo ai ragazzi la possibilità di trovare nuove motivazioni in un nuovo metodo di studio, tangibile e verificabile, immediatamente verificabile, gratifichiamo la loro ormai connaturata tendenza a imparare per gioco, come si fa per abitudine ormai sulla rete, non necessariamente in modo sequenziale, ma piuttosto tipo web: per tentativi, a strati e a tratti, anche mentre si chatta o si hanno altre finestre aperte, si fa altro, tanto sono tutti multi-tasking questi ragazzi, molto più di noi… In più, però, e guardi che non è proprio cosa da poco, potremmo trarre da questa piattaforma online enormi vantaggi organizzativi per la nostra comunicazione interna, per dirne una, per rendere più efficiente l’organizzazione scolastica … Basta circolari da scrivere e stampare e incollare e da firmare, da appuntare sul pezzetto di carta e – per carità, no! – da far trascrivere sul diario! Basta coi docenti che si rintracciano per i corridoi il giorno in cui si è entrambi liberi e entrambi a scuola e entrambi ci si ricorda che si deve parlare di quella tale cosa, basta colleghi che ir-rompono in classe continuamente per chiedere chi viene alla gita, chi ha portato i soldi, chi vuole venire a teatro, chi s’è dimenticato l’avviso firmato, se alla mamma gliel’hanno detto… Basta scatole di questionari cartacei lasciati a decomporsi negli archivi – e chi ci rimette il naso in tutta quella roba? – basta collegi dove non si può mai parlare di nulla di concreto perchè adesso ce ne dobbiamo andare… le varie ed eventuali proprio non le reggo dopo tre ore di discussioni… basta con funzioni strumentali che non si parlano mai e referenti che riferiscono solo a sé stessi e al collegio di fine anno perché tanto fanno tutti cosi e a me chi me lo fa fare… senza mai entrare in comunicazione … Scusi lo sfogo, vero, ma di questo si tratta, appunto, di avere uno strumento, questa piattaforma benedetta, in sintesi, che renda facile, immediato, possibile e realizzabile comunicare tutti con tutti e non soltanto per insegnare (magari sperimentare?) e per studiare, ma per imparare a cooperare, per lavorare in modo più efficiente, efficace, trasparente … proprio come dicono il Ministero e la Comunità…. Ma anche in modo più interessante e innovativo perché diverrebbe, questa sì, una forma di apprendimento continuo, di valutazione ed autovalutazione permanente. Anche perchè tutto ciò che circola in questa rete – perch’è questo in fondo sta’ piattaforma online: una piccola rete, vera e propria, connessa alla Rete madre che è internet – tutto ciò che scorre da li diventa un dato, un’informazione, sempre recuperabile, facilmente rintracciabile, ci si può lavorare insieme, anche dopo , quando è il momento, quando cè più tempo, tanto è sempre li, archiviata, in standby per quando serve… Pensi poi ai genitori: ognuno potrebbe avere un proprio account, seguire l’andamento didattico e il comportamento dei ragazzi, comunicare se e come si desidera farlo (chat, email, forum, questionari online…) col docente, le funzioni strumentali, i referenti, il dirigente o anche tra genitori stessi, per elaborare e avanzare delle proposte, chiedere dei chiarimenti, partecipando a un forum, insomma quasi quasi… partecipare, una volta per tutte, in modo proattivo, alla vita scolastica, non rimanendone sempre a margine a chiedere l’ennesimo “come va mio figlio” all’ennesimo incontro-famiglia di routine nell’attesa dell’ennesimo “è bravo ma può fare di più”… Occorrerebbe…

Preside:

Senta professore, scusi se la interrompo ma ho gente che mi aspetta, sa… Si si vabbé … ma perchè lei non si occupa del registro online, invece, che fa una cosa utile anche per i suoi colleghi?

Docente: “beep…beep…beep…”

prova lms